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Cattedrale Santa Maria del Popolo XIV sec.

13La Cattedrale Santa Maria del Popolo costruita nel XIV secolo al centro della città, nella piazza principale, come luogo di culto per le popolazioni che si erano insediate nel territorio civitese.  Con il consenso di Clemente VIII, nel 1597,la chiesa Santa Maria del Popolo divenne a tutti gli effetti Cattedrale. cattedraleE’ un’artistica chiesa a tre navate, con facciata gotico-romanica di tipo abruzzese in pietra grigia, avente tre portali e un bellissimo rosone dai motivi floreali ed archetti pensili trilobati. Nel lunotto del portale vi è un affresco oggi poco visibile, che rappresenta la Madonna con il bambino ai cui lati sono presenti S. Magno, patrono della città, e S. Emidio, protettore contro i terremoti (sec. XIV). Nella parte posteriore della chiesa vi è la torre campanaria in pietra grigia squadrata in stile romanico con tre piani di doppie bifore. L’interno barocco della chiesa è stato ristrutturato dopo il terremoto del 1703. Originariamente era coperta da un tetto a capriate che agli inizi del 1700, con il Vescovo Pichi, è stato sostituito da un soffitto ligneo a cassettoni con cornici dorate. Infatti su di esso è presente lo stemma del suddetto vescovo, raffigurato su di una torre attraversata da una banda obliqua con in alto una stella a otto punte. Al centro del soffitto, in un ovale, è apprezzabile un dipinto che raffigura la Madonna del Popolo con bambino benedicente. Di notevole interesse è invece il coro in noce, disposto dietro l’altare maggiore con alle pareti tele settecentesche raffiguranti scene bibliche. Sopra il portone centrale, all’ingresso della chiesa, c’è un organo tra i maggiori della nostra diocesi, splendidamente mantenuto e decorato a foglia d’oro. Quando la Cattedrale Santa Maria del Popolo fu in gran parte rimaneggiata, in seguito del terremoto del 1703, il vecchio organo fu eliminato e se ne costruì uno nuovo. Stando alla perizia della ditta che di recente ha eseguito il restauro, l’organo attuale è stato costruito nel 1732 e fu commissionato probabilmente a Cesare Catarinozzi, valente organaro romano, fra l’altro autore dell’organo di Santa Scolastica in Rieti. Nel 1749, dopo che lo strumento fu collaudato da Giovanni Corrado Verle, professore organaro nella città di Roma, fu fatta la revisione completa dal famoso Adriano Fedri. Sulla parte sinistra della chiesa si trova la Cappella del SS. Sacramento con una bella cancellata in ferro battuto del secolo XVII, abbellita da pitture sulle pareti laterali ed sulla cupola, ispirate a racconti biblici del vecchio testamento. Nella navata sinistra vi sono tre altari. Nel primo si trova incastonata in una nicchia la statua in legno del XVII sec. di S. Rocco,  vestito da pellegrino con accanto il suo cane intento a mordere un tozzo di pane; il santo, notoriamente protettore contro la peste, fu rappresentato proprio perchè Cittaducale fu colpita da tale morbo in diverse epoche. Nel secondo altare un affresco seicentesco riproduce la consegna delle chiavi a S. Pietro, in stile raffaellesco (del Berettini, oppure di Pietro da Cortona 1623). In ultimo, nel  terzo altare un dipinto raffigura il Crocifisso tra S. Pomponio e S. Felice da Cantalice. La tela è stata fatta eseguire dal Vescovo civitese Pomponio Vetuli (1632-1652). Nella navata di destra troviamo, nel primo altare, la statua della fine del settecento di S. Antonio Abate, nel secondo, la tela della Madonna del Rosario di Girolamo Troppa del 1692, mentre nel terzo altare troviamo la statua lignea di S. Magno (fine sec. XV).

La Cattedrale Santa Maria del Popolo fu ingrandita dal Vescovo Pietro Paolo Quintavalle (1609-1627) con l’aggiunta della navata sinistra e dal Vescovo Filippo Tani (1686 -1712) con l’aggiunta della navata destra. Al vescovo Tani si devono, invece, gli stucchi e la sistemazione definitiva dell’interno della Chiesa, come la conosciamo oggi. Il Vescovo Pomponio Vetuli, nativo di Cittaducale, consacrò la Cattedrale insieme all’altare maggiore il 25 agosto 1632.

Cattedrale Santa Maria del Popolo:piatto di S. GiulianoDalla Chiesa diruta di Santa Maria in S. Vittorino provengono un altorilievo della Annuciazione, attribuito a Giovanni Pisano, ed al Battistero a pozzetto (XV sec.). Tra le tante opere che riteniamo di notevole importanza va ricordata la statua lignea di S. Emidio, scolpita verso la fine del XVII secolo gli inizi del XVIII secolo, che regge sulla mano destra il “piatto” scolpito in legno della pianta della città, a ricordo della sua protezione durante i terremoti del 1605 e 1703, e la Croce processionale della Cattedrale, in argento puro, realizzata da un artista abruzzese verso la fine del 1300. Il vescovo Carlo Confalonieri, subito dopo la seconda guerra mondiale, incorono’ l’icona di Santa Maria del Popolo, sita sull’altare principale, consacrandoLe la popolazione.

Scene bibliche nelle tele del presbiterio

Giuseppe Micheli, Un concittadino appassionato d’arte e di storia

Dietro l’Altare Maggiore della Cattedrale di Santa Maria del Popolo, le pareti del presbiterio sono coperte da sei grandi tele che rappresentano scene bibliche. Si tratta di pregevoli opere settecentesche, che pur godendo di una collocazione tanto privilegiata, passano per lo più inosservate. Troppo scarsa l’illuminazione, anche per proteggerli, troppo distanti dalle aree aperte al pubblico, vi sono cartigli informativi coperti: diversi motivi che concorrono a pregiudicare la comprensione dei dipinti nel loro significato religioso, ma che impediscono anche di apprezzarne la qualità artistica e il valore storico e culturale. Queste tele, realizzate a partire da cartoni di ottima scuola, sono infatti anche opere originali e ormai rari esempi di una particolare tecnica pittorica che ebbe una grande diffusione in Italia fra il Seicento e il Settecento. Possono essere definiti “arazzi dipinti” o “sughi d’erbe”. Realizzati con colori ad acqua di origine vegetale applicati direttamente su tela grezza senza nessuna preparazione del fondo, presentavano la resa cromatica degli arazzi veri, con il vantaggio di essere economici e veloci da realizzare. I “sughi d’erbe” furono ampiamente usati anche per la preparazione di apparati celebrativi da esporre in occasione di solennità religiose per gli addobbi e le processioni, ma la fragilità del supporto e  la delicatezza dei colori li rendeva poco durevoli; così quelli ancora ben conservati in Santa Maria del Popolo a Cittaducale sono ormai diventati preziose rarità.

I temi rappresentati sono tratti dal Vecchio Testamento:

Gedeone e l’angelo – rif.to foto 1;

Cattedrale Santa Maria del Popolo

Foto 1

I Gedeone e l’angelo
Giudici 6,16-24E’ un testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. La sua redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata al VI-V secolo a.C. in Giudea, È composto da 21 capitoli descriventi la storia delle dodici tribù in Canaan e dei Giudici, carismatici capi militari occasionali. Il periodo descritto è tradizionalmente riferito al 11501050 a.C.Giudici, in ebraico Shofetim (il termine in ebraico significa anche governatori), sono presentati come capi militari e civili suscitati da Dio in determinate occasioni per liberare una o più tribù israelitiche dalla minaccia delle popolazioni vicine. Accanto a queste figure di stampo militare, il libro racconta anche dei giudici responsabili dell’ordinaria amministrazione e della vita legislativa all’interno delle varie tribù, i cosiddetti giudici minori
Gedeone e l’angeloGedeone col prodigio dell’ara accesa viene manifestato dall’angelo per capo d’’Israele. Gedeone chiede  un segno, in quanto Dio scelse la debolezza di Gedeone per far apparire ciò che viene per opera sua. Allora Gedeone entrò in casa,preparò un capretto e, con un efa di farina, fece delle focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. L’angelo di Dio gli disse:”Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa roccia, e versavi su il brodo”.Egli fece così. Allora l’angelo del Signore stese la punta del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; e dalla roccia uscì un fuoco che consumò la carne  e le focacce azzime; e l’angelo del Signore scomparve dalla sua vista. Dio  ordinò a Gedeone di distruggere l’altare di Baal di suo padre con l’idolo, Gedeone doveva poi costruire un altare al Signore, accendere il fuoco con il legno dell’Idolo   e offrire un toro di suo padre come olocausto al Signore.
I Madianiti e gli Amalechiti rendevano la vita del popolo  ebraico nella paura uccidendo gli animali e distruggendo i prodotti della semina. Poi chiama Gedeone figlio  di Ioasuna missione che rappresenta l’apertura di una nuova prospettiva.
Significato Quando  l’uomo si rivolge al Signore in cerca di aiuto; Dio si dimostra sempre disponibile a venire in soccorso a colui che lo implora

Saul e Samuele – rif.to foto 2;

Cattedrale Santa Maria del Popolo: saul e samueleFoto 2

II Saul e Samuele
I Samuele 10,1Originariamente il libro 1-2 di Samuele  erano un unico libro. La data di stesura sarebbe intorno  al 960 a.C.Il primo libro di Samuele  può essere diviso in due sezioni:la vita di Samuele(cap.1-2) e la vita di Saul(cap.13-31)
Saul e SamueleSaul incontratosi con Samuele, viene unto re del popolo eletto
Saul il primo re d’Israele, fu lui a porre le basi per un Israele unito. Samuele divenne profeta per una nuova nazione che era minacciata nella sua indipendenza anche dai FilisteiGli anziani delle tribù andarono dal profeta Samuele(beniamita) per chiedergli di nominare un re. Samuele con un ampolla fatta con un corno d’ariete  con olio  di oliva finissimo lo unse versandogli l’olio. Una semplice cerimonia per creare un re, poi lo baciò dicendo:”Iavhè ti ha unto principe sopra Israele suo popolo. La tribù di Beniamino era la tribù più piccola, così da non ingenerare controversie e gelosie.Nel 1030 a.C. Saul fu riconosciuto re dopo aver sconfitto gli Ammoniti a Iabes. Poi dopo le vittorie Saul cominciò a disobbedire ai comandi divini trasmessigli da Samuele.Passaggio dalla Giudicatura alla monarchia israelitica  Samuele , Saul, Davide, fino all’invasione  Babilonese di Nabuconodosor.Libri di Samuele raccontano VI  secoli di storia
Significato Umiltà di Saul. Il signore mise il suo servo al suo stesso livello.
Quando le cose di Dio si affrontano con la logica umana non è facile capire quello che Dio promette.Se interviene la fede,che è essenzialmente e sempre certezza di cose che non si vedono.

Giudizio di Salomone – rif.to foto 3;

Cattedrale Santa Maria del Popolo: particolareFoto 3

III Giudizio di Salomone
I Re 3,16-27Il primo e il secondo libro dei Re formavano un unico libro. Fanno parte dei Libri storici per il canone cristiano e dei cosiddetti”profeti anteriori” per il canone ebraico.La collocazione storica  intorno al VI secolo a.C.L’autore biblico  è lo stesso del Primo e del Secondo libro di Samuele.Il primo libro dei Re rappresenta la continuazione ideale dei due libri di Samuele, descrivendo la vicenda del popolo ebraico dal X al Vi secolo, cioè dal 970 a.C al 852 a.C. regno di Acab
Giudizio di SalomoneSalomone con la sentenza di dividere il fanciullo, decide quale sia la madre vera.Salomone fu eletto re  nell’anno 960 a.C.
E’ la storia di due donne che generano un figlio a distanza di tre giorni una dall’altra. Uno di questi muore e anche l’altra donna dice che quello rimasto vivo è suo figlio.Le due donne si appellano al re  affinchè regoli il loro litigio.La prima rinuncia al bambino, preferendo darlo all’altra piuttosto che vederlo morire, l’altra reclama la sua morte piuttosto che cederlo alla rivale.Per raggiungere l’obiettivo il re domanda una spada. Ordinando di tagliare il bambino in due parti, mostrando a loro  quale sia l’sito di un gioco perverso, ognuna di loro parla  dell’istinto del possesso.
Significato La verità trionfa sulla menzogna e la vita di avere la meglio sulla morte.La sapienza
Capacità di distinguere il bene dal male, ma è un dono che ha in sé  quasi l’obbligo dell’ascolto.

Uccisione di Giaele – rif.to foto 4;

Cattedrale Santa Maria del Popolo: affresco dettaglioFoto 4

IV Uccisione di Giaele
Giudici 4, 18-21E’ un testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.La sua redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata al VI-V secolo a.C. in Giudea, È composto da 21 capitoli descriventi la storia delle dodici tribù in Canaan e dei Giudici, carismatici capi militari occasionali. Il periodo descritto è tradizionalmente riferito al 1150-1050 a.C..Giudici, in ebraico Shofetim (il termine in ebraico significa anche governatori), sono presentati come capi militari e civili suscitati da Dio in determinate occasioni per liberare una o più tribù israelitiche dalla minaccia delle popolazioni vicine. Accanto a queste figure di stampo militare, il libro racconta anche dei giudici responsabili dell’ordinaria amministrazione e della vita legislativa all’interno delle varie tribù, i cosiddetti giudici minori
Sisara entrò nella tenda di Giaele, moglie di Eber, prese un piolo nella tenda e impugnato il martello gli piantò nella tempia il piolo, che si conficcò nel suolo, uccidendo Sisara
Giaele ammazza il capo dell’esercito cananeo, Sisara che abitava a Aroset-Goim, guidato dal re Iabin che regnava in Cazor.Sisara e il suo esercito fu sconfitto. Sisara fuggì ed arrivò  verso la tenda di Giaele,moglie di Eber il Kenita,perché vi era la pace fra Iabin, re di Cazor e la casa  di Eber il Kenita. Giaele invitò Sisare a rimanere .Lo accolse ,alla richiesta dell’acqua le diede il latte, lo coprì con una coperta. Sfinito ed a stanco si addormentò. Giale prese un picchetto della tenda, prese in mano il martello,venne pian piano a lui e gli conficcò il picchetto nella tempia, fino a farlo penetrare nella tempia.Ancora un tradimento, un omicidio con inganno.Giale realizza la profezia di Debora;il Signore metterà Sisara nelle mani di una donna
Significato Dio che sa.Dio che sceglie.Stupore dell’uomo, sua impreparazione a nuovo avvento come nel caso di Mosè e Geremia
L’opera di Dio si basa non su l’aiuto di eserciti , ma in questi  caso  d i donne, così come Ruth; Abigali; Debora;Giuditta; fra queste donne vi è poi Maria.Giaele è una dona pacifica, ospitale e disponibile a Dio. Pur di abbattere il male diviene coraggiosa e risoluta.

La regina di Saba – rif.to foto 5;

Cattedrale Santa Maria del Popolo: affrescoFoto 5

La regina di Saba
La regina di SabaLa Regina di Saba con gran seguito e ricchi doni viene ad ascoltare la sapienza di Salomone.
I libro dei Re 10,1-13Il primo e il secondo libro dei Re formavano un unico libro.Fanno parte dei Libri storici per il canone cristiano e dei cosiddetti”profeti anteriori” per il canone ebraico.La collocazione storica  intorno al VI secolo a.C.L’autore biblico  è lo stesso del Primo e del Secondo libro di Samuele.Il primo libro dei Re rappresenta la continuazione ideale dei due libri di Samuele, descrivendo la vicenda del popolo ebraico dal X al Vi secolo, cioè dal 970 a.C al 852 a.C. regno di Acab
Voglio andare in giro per il mondo e vedere se c’è un paese, che non ubbidisce al re mio Signore
Upupa ed  Ir Qitor Si cercò tra i volatili l’upupa, ma non si trovò. … Allora l’upupa disse: «Ascolta, o mio Signore re della terra, e fa’ che le mie parole giungano al tuo orecchio. … Dopo aver bene osservato, ho scoperto un paese in oriente chiamato “Ir Qitor” . Su tutti domina una donna chiamata la regina di Saba.
Salomone divenne  sovrano di un imperoSaba , piccolo paese dell’Arabia sud occidentale, si recò a Gerusalemme  al palazzo reale di legno di cedro e di pietra, riccamente decorato, e il massiccio Tempio rettangolare, di Pietra, del Dio degli israeliti, il palazzo con la sua Casa della Foresta del Libano e la porta colonnata che dava accesso alla sala delle udienze reali, era in stile fenicio. La regina fu introdotta fino alla stanza  del trono nella sala del Giudizio. Li seduto su un alto scanno scintillante rivestito d’oro si trovava re d’Israele Salomone.La regina di Saba  sfida re Salomone sul campo dell’intelligenza, con enigmi ai quali il re rispose, prova di saggezza del re.
Significato La saggezza accetta le sfide che gli vengono poste.

Mosè nel deserto  – rif.to foto 6.

Cattedrale Santa Maria del Popolo - affrescoFoto 6

VI Mosè nel deserto
Esodo  18,5Esso rappresenta fatti realmente accaduta e che sono il fondamento  della religione d’Israele.Il fine era quello di esaltare la grandezza di Dio  e mettere  in singolare rilievo il popolo eletto.La redazione finale risale al V sec.a.C.
Mosè nel deserto Mosè nel deserto viene visitato da Ietro, Zippora e i suoi figli
Dopo la fuga di Mosè indiziato dell’uccisione in un egiziano , Mosè fugge dall’Egitto per rifugiarsi tra i monti dell’estremità meridionale della Penisola del Sinai. Mosè passò  dall’aver vissuto  dalle regione lussureggiante del Delta al deserto del Sinai. Incontrò la tribù dei Madianiti che avevano imparato a sopravvivere in questa terra. Vi è rappresentato l’episodio biblico dell’Esodo(I,16-22) in cui sette figlie di Ietro, un sacerdote della terra di Madrian vengono importunate da un gruppo di pastori della terra di Madianiti, popolazione seminomade mentre attingono l’acqua dal pozzo con sacchi di pelle di capra e la versarono negli abbeveratoi lo vicini per abbeverare il gregge del padre. I malfattori vorrebbero approfittarsi delle fatiche delle giovani per dare invece da bere ai propri animali, ma l’intervento con minacce del giovane Mosè, seduto li vicino li fa desistere. Tornate a casa lo raccontarono  al padre che disse loro con grande senso di responsabilità dove avete lasciato quell’uomo, chiamatelo a mangiare del pane da noi.In ricompensa Mosè riceverà poi in moglie Sefora.Mosè cresce senza però perdere la sua matrice ebraica. E’ posto, così, di fronte al dramma del suo popolo oppresso. La narrazione comprende due quadri: la reazione violenta di Mosè, che elimina un sorvegliante egiziano troppo duro e la scoperta che la notizia di questo omicidio, si sta diffondendo e proprio per colpa degli Ebrei che vi hanno assistito. La reazione del Faraone è pericolosa per Mosè che sceglie la via della fuga, anticipando idealmente la vicenda del suo popolo. Egli, dunque, chiede asilo politico presso il clan dei Madianiti. La storia personale di Mosè s’intreccia ora con quella di una famiglia madianita, conosciuta a un pozzo, come spesso avveniva nell’antico Oriente (si ricordi l’incontro di Rebecca col servo di Abramo o quello di Giacobbe con Rachele).L’ansia di giustizia che pervade Mosè lo spinge a difendere le sette figlie di un sacerdote di Madian, molestate da alcuni pastori prepotenti.Il sacerdote è chiamato “Reuel” (“Dio è pastore” – Es: 2,18 ; Num. 10,29) e altrove “Ietro” (“mio padrone” – Es. 3,1; 4,18) o “Obad” (dall’ebraico “habad” = “amare” – Num. 10,29).Queste differenze si possono spiegare distinguendo tre personaggi legati a Mosè da differenti vincoli di parentela (Obad è cognato di Mosè, marito di sua sorella. Reuel è del clan di Obad e Ietro è suocero di Mosè, oppure riferendosi ai due matrimoni di Mosè narrati nella Bibbia; quello nel territorio di Madian (Es. 2,16-21) e quello all’interno del clan dei Keniti (Giudici 1,16; 4,11).Intanto Reuel accoglie Mosè nella sua casa e gli concede in moglie la figlia “Zippora” (= “uccello”). Così Mosè contrae un matrimonio misto con una straniera di un popolo nemico. Nasce un figlio da questo matrimonio e il suo nome è rappresentativo. “Gherson”, in pratica “straniero, “ospite” .Intanto il Faraone oppressore muore. Il lamento d’Israele schiavo e oppresso continua a salire al cielo. Il Signore “si ricorda dell’alleanza” stabilita con Abramo, Isacco, Giacobbe. Il “ricordo” di Dio è efficace, attivo e salvatore.
Significato La  Compassione e la capacità di  guidare

Giuseppe Micheli

Nato a Cittaducale il 19-03-1955

Residente a Roma dal 1962

Autore del libro “Isola Tiberina e i Fatebenefratelli. La storia dell’inter duos pontes”, di depliant storici-artistici  sulla chiesa di San Bartolomeo e di Santa Maria della Luce, sempre in Roma.

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